Double Piano

Questa visita nasce come tante altre da una giornata di esplorazioni seriali, in cui è più facile scoprire ruderi che qualcosa di veramente interessante.

Ed in parte così è stato.. dopo alcune location, anche questa doveva essere poco fruttuosa visto l’esterno e l’ubicazione… niente di più sbagliato!

All’ingresso del paese si trova <strong>Villa M</strong>, un edificio di pregevole fattura, la cui particolarità è (anzi era) quella di avere stanze con i soffitti diversi uno dall’altro, oltre una caratteristica forma ad ‘U’ che la rende ancor più singolare rispetto ai fabbricati limitrofi.

La storia di questa magnifica villa nobiliare costruita sulle colline inizia nel 1600 grazie alla famiglia M. che la insignì come propria villa di residenza.

Il palazzo, purtroppo, a distanza di 500 anni versa in precarie condizioni in un contesto quasi del tutto urbanizzato, motivo per cui necessiterebbe di una profonda e totale ristrutturazione.

Durante la nostra visita ci è sembrato più un magazzino, ben lontano dai fasti di un tempo, dove abbiam trovato anche pregevoli oggetti come pianoforti (leggasi al plurale), antichi lampadari, sci d’epoca, mobili vari… tutto accatastato nelle varie stanze a pian terreno.

Al piano superiore, oltre a qualche stanza dal soffitto ‘vista cielo’, troviamo solo un susseguirsi di stanze quasi vuote, e con ben poco dei soffitti descritti, stanze custodi per lo più di oggetti di uso quotidiano come una lavagna, qualche poltrona, alcuni soprammobili e poco altro.

Fortunatamente l’ora della visita ci ha regalato una bellissima luce naturale con cui giocare tra una stanza e l’altra.

Immortalare scorci di muri e pavimenti in cotto è stato quasi un gioco da ragazzi tanto che la visita, se non fosse stata per la stanza dei pianoforti, sarebbe stata molto breve.

Ma è stato davvero difficile non scaricare le batterie della reflex su quella coppia di pianoforti, dimenticati tra tanto marasma, baciati da raggi di sole come a volersi pavoneggiare per un’ultima volta, silenziosi e maestosi, con i loro tasti ‘sconquassati’ dal tempo.

Purtroppo il sole sta’ tramontando anche su questa avventura, lasciamo il curioso Pick-up d’epoca che ci ha accolto nel cortile interno al suo (triste) futuro sperando, come sempre, di ritrovare questo posto (se non uguale ad oggi) non peggio per colpa dei soliti vandali.

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